venerdì 14 novembre 2008

IL DESSERT DEI SAMURAI

Se in portoghese il sostantivo “dolce” si dice bolo, in giapponese rōmaji (scritto cioè in caratteri latini) si traduce con bōro, e la somiglianza non è casuale. Furono proprio i missionari lusitani che esportarono l’arte pasticcera nel Sol Levante, quando nel 1543 si presentarono ai Samurai donandogli il Pão-de-Ló, una sorta di pan di Spagna. La ricetta originale, che nel corso dei secoli si conservò nella regione di Nagasaki, fu presto dimenticata in occidente, e ad oggi l’unico portoghese in grado di riprodurla è lo chef Paulo Duarte, che nel 1991 si trasferì in Giappone per amore.
Ieri pomeriggio ho incontrato sua moglie Tomoko nel Salão de Chá (sala da the) Luso-Japonês, in Rua da Alfândega 120, a due passi dal Terriero do Paço.
“Anch’io sono una cuoca, e alla fine degli anni ’80 venni a Lisbona per apprendere le tecniche della cucina portoghese, e così conobbi Paulo. Quando tornai a Nagasaki con lui gli feci conoscere il Pão-de-Ló, che noi chiamiamo Kasutera, e ne rimase talmente colpito da volerlo ‘riportare’ in Portogallo. Pensa, i Samurai pur di mangiarlo infrangevano i precetti del buddhismo, che vieta l’uso delle uova. Ma doveva essere una gran schifezza: in Giappone ancora non esistevano i forni come in Europa!”

Tomoko Duarte e un vassoio con le tre varietà di Pão-de-Ló: semplice, al the verde e alla cioccolata.

6 commenti:

Anna Di Francia ha detto...

Si, è molto molto bello. Ma ultimamente è sempre strapieno. Il servizio inizia ad essere poco giapponese e molto dozzinale... Assaggiato lo Zukedon? E' buonissimo! Digo eu...

Anonimo ha detto...

ma... ma... è la pasta reale di mariano a stabbiano!

Sandro ha detto...

chissà, magari i missionari portoghesi arrivarono pure a stabbiano, che in origine si chiamava stabbião.

assaggerò questo zukedon. sempre pieno? ma pensa, tomoko si lamentava della scarsa affluenza...

Sandro ha detto...

ah, oppure mariano è un samurai!

Anna Di Francia ha detto...

Seee vabbè... C'ha diri a Tomoko chi non si pò lamentari!!! Mmmmm la mousse di cha verde!! Mmmm!!!!

silvia ha detto...

Ma in realta' pure io lo vedevo sempre vuotino..bre aspettami prima di andare via, torno li' e mi ci porti.. alla fine non siamo riusciti ad assaggiarlo insieme..[mannaggia a te! con la chiusura del blog mi ha preso un infarto!! sopratttutto ultimamente non ho proprio tempo, ma ogni volta che posso leggere un tuo post mi si riempe il cuore di sole e gli occhi di luce..per la citta', per le tue parole, per quello ceh e' stato e ceh sai...ma capisco che quando si tenta di vivere il proprio futuro bisogna lasciarsi alcune cose alla spalle..un abbraccio dalla citta' ceh presto ti accogliera' e da me]