giovedì 3 giugno 2010

MANÉ

La vita pubblica di Mané comincia a Lisbona, nel giorno in cui aprì il Tejo Bar.
Il suo passato brasiliano è una leggenda semi-sconosciuta.
Di sé e della vita trascorsa diceva soltanto: “Quando fuggi da un regime cambi Paese, quando fuggi da una donna cambi continente”.
Chissà chi lo perseguitava, quali tormenti l’abbiano condotto in Portogallo.

Il Tejo Bar è un microcosmo ad Alfama che non ho mai amato.
Piccolo e accogliente, ma liturgico.
C’era un momento della notte in cui Mané imponeva il silenzio per cantare o recitare brani uditi mille volte, come fossero preghiere.
I clienti, fedeli, lo ascoltavano e improvvisavano altre “performances”, guidati dal suo carisma.
Mi affascinava l’atmosfera da setta segreta, ma provavo disagio.

L’estate scorsa, in volo per il Brasile, Mané è stato colto da un maledetto arresto cardiaco.
All’arrivo i medici l’hanno salvato, ma le sue condizioni restano incerte. Nessuno sa quando ritornerà ad animare il Tejo Bar.
Intanto lì lo aspettano con una sua sagoma di cartone appesa al soffitto.
Ieri sera l’ho guardata tante volte, pensando che ho avuto la fortuna di conoscere quest’uomo.

6 commenti:

a ha detto...

uh, ma io l'estate scorsa ci ho cantato assieme, ad agosto e settembre... Azz, ma quando ha avuto sto collasso aereo?!

Mercoledì ha detto...

Noooo! Povero Mané... se sai qualcosa di più preciso facci sapere!

Daniele ha detto...

Ricordo pure io con disagio, molto disagio, il catartico momento della poesia dell' Ammore...
moltissimo disagio
Ciao Sandrone

Sandro ha detto...

ciao "a", non ho notizie certissime, mi dispiace...ma il tuo commento aiuta a ricostruire!

danielone, come no, il tormentone "façamos", facciamolo. si pensa che propizi l'accoppiamento, ma c'è molto scetticismo a riguardo...

a ha detto...

Io l'ho scoperto solo dopo che "façamos" era un pezzo di chico buarque de hollanda (http://letras.terra.com.br/chico-buarque/88336/).
Per un po' credo di aver pensato che fosse poprio opera del mané e della sua combriccola.
Voglio spezzare una lancia in favore della liturgia: seppur eternamente uguale a se stessa e noiosa alla terza visita, essa aveva un potere di rompere il ghiaccio tra clienti sconosciuti del Tejo notevole.
Io più che provarne disagio non mi capacitavo di come mané in special modo riuscisse a ripeterla da anni ormai tutte le notti e riuscire ancora a metterci un pochino di entusiasmo: incredibile.

fakeframes ha detto...

i divanetti sono lerci, la birra marcia, il barista cieco, i pedoni degli scacchi sono tappi, le tessere del domino otto.

E io a tappi ho sempre perso col blogger.