martedì 22 luglio 2008

LA BICICLETTA PIÙ A OVEST D’EUROPA (Fotoracconto, parte 1)

A Lisbona, per chiunque abbia meno di trent’anni, la domenica comincia alle due del pomeriggio. Prima di quell’ora tutti dormono in preda alla ressaca, un mix di nausee, brividi e mal di testa, strascico della notte esagerata in Bairro Alto. È divertente, al risveglio, pensare a questo popolo di scombinati, ex leoni del sabato sera avvinghiati al plaid come Linus, e che intorno alle cinque consumeranno il solito almoço jantarado (almoço=pranzo, jantar=cena) a base di salsa tonnata e tortiglione Milaneza.
Così, quando alle due di domenica scorsa ho preso il treno per Cascais, mi sono sentito un fortunato fuggitivo.

Cascais si affaccia sull’oceano, ed è la città più ricca del Portogallo. Da Lisbona dista 20 chilometri, e confina col famoso Estoril. Qui la Camâra Municipal organizza un servizio gratuito di noleggio biciclette, rottami cigolanti in assoluta dissonanza con il lusso circostante. Sono le 15.03 quando ritiro la numero 245, e se riuscirò a scalare i 10 chilometri di salita che da Praia do Guincho portano al bivio per Cabo da Roca, diventerà per un giorno la bicicletta più occidentale d’Europa.

Passate in sequenza la villa dove in Sostiene Pereira di Roberto Faenza è ambientata la clinica cardiaca in cui si ricovera il vecchio giornalista, e l’ex residenza di Umberto II, l’ultimo re d’Italia esiliato a Cascais nel 1946, iniziano gli 8 chilometri di pista ciclabile che lungo la costa conducono a Praia do Guincho. Oggi il cielo è coperto e non soffia il vento, fatto raro in questa strada, dove spesso la potenza delle raffiche è tale da impedire la pedalata e ricoprire di sabbia il malcapitato ciclista. Dopo 4 chilometri, sullo sfondo, mi appaiono le scogliere di Cabo da Roca.

Alle 15.51 arrivo al Guincho, che in un giorno normale sarebbe invaso da surfisti, wind-surfisti e kate-surfisti, ma in questa domenica l’assenza di vento ha smorzato l’onda oceanica, e in spiaggia, oltre alla 245, c’è solo qualche bagnante.

Riprendo il cammino e un cartello mi avverte che sto per lasciare l’Estrada do Guincho per immettermi sull’EN (Estrada Nacional) 247. Ciò significa una cosa: d’ora in poi, per 10 chilometri, si affronta la salita.

VAI ALLA SECONDA PARTE!

3 commenti:

Pamela ha detto...

oh meu deus! ho trovato per caso il tuo blog..e che dire.... semplicemente grandioso...unico! sono una fresca ex erasmus..l anno scorso ero a Coimbra...e rivedere queste pagine mi ha fatto ridere cosi tanto! e allo stesso tempo fanno riuscire anche un po di saudade... beh continuero' a seguire il tuto blog...utilissimo e per niente banale...! mi mancano da leggere ancora tante pagine ! ciao!

Anonimo ha detto...

sostiene pereira è di antonio tabucchi

Sandro ha detto...

il libro, ma lì mi riferivo al film:

http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=23416