Come arrivare: traghetto Cais do Sodré-Cacilhas. Al piazzale della stazione girare a destra lungo Rua do Ginjal e percorrere il molo. Cinquecento metri dopo il ristorante Ponto Final comincia la zona di Olho de boi (occhio di bue).
È un tratto di costa occupato dagli stabilimenti industriali della Companhia Portuguesa de Pesca (C.P.P.), abbandonati nel 1984 dopo sessant’anni di attività. Nell’antico Bairro Social, costruito a ridosso delle fabbriche per dare alloggio alle famiglie dei dipendenti, vivono ancora le vedove e gli eredi degli ex operai. Le strutture sono decrepite, ma gli affitti mensili, in base a vecchi accordi sindacali, variano tra i 50 e i 100 euro ad appartamento. Per il drammatico contrasto fra il fatiscente agglomerato di edifici e la bellezza dello scenario fluviale, questa “riva segreta” lascia impressionati.L'ingresso del Bairro Social
Vista d'insieme (sullo sfondo Lisbona)
L'ex molo industriale
L'edificio principale della C.P.P.
La strada centrale di Olho de boi (sullo sfondo il Cristo Rei)
L'ex cantiere navale
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mercoledì 4 febbraio 2009
OLHO DE BOI: LA RIVA SEGRETA DEL TEJO
sabato 22 novembre 2008
lunedì 9 giugno 2008
ALMADA COME PORTOFINO
La zona di Almada, brutalmente chiamata "Outro lado do Tejo" o "Costa do sono" (costa del sonno, essendo un paese dormitorio), è onestamente bruttissima. Qualche giorno fa però, curiosando su Google Maps, mi sono accorto che in questo avamposto di palazzacci e relitti industriali c'è una strada che si chiama Rua da Judaria. E così, andando a vedere che aspetto potesse avere un vecchio ghetto ad Almada, ho scoperto un quartiere di metà ottocento che sembra Portofino, e dal quale, secondo me, c'è in assoluto la vista più bella su Lisbona. 
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