Venerdì scorso, in un’erboristeria della Baixa, l’intraprendente commessa ha tentato di smerciarmi un lecca-lecca “tutto portoghese”, il chupa-chupa Pereira, che previene la tosse e “stimola saudade”.
“Glielo assicuro, lo provi! Il mix di ingredienti contenuti riproduce il tipico odore delle campagne del basso Alentejo, e improvvisamente vorrà rituffarsi nelle antiche tradizioni lusitane. Va a ruba tra le comunità di emigranti”.
Appena le dico che sono italiano, e che il basso Alentejo l’ho attraversato soltanto due volte con l’autobus, la commessa rilancia: “Non si preoccupi, il dottor Pereira sta studiando una gamma di chupa-chupas specifici per stranieri, che fra pochi mesi troverà nelle erboristerie del suo paese. Cosa vuole, voi italiani esportate la pasta, i tedeschi le automobili, e noi portoghesi la saudade!”
L’incontro con la balorda venditrice, per quanto inquietante un po’ mi ha incoraggiato: da tempo cercavo conferme al sospetto che la saudade fosse uscita dalle tascas per diventare una specie di marchio commerciale, una potente attrattiva per turisti veicolata sotto forma di fado, il celebre canto portoghese che esprime rimorso e nostalgia per gli affetti dispersi nel passato.
Così ieri pomeriggio sono andato al prestigioso Club do Fado di Alfama per parlarne con un addetto ai lavori, il chitarrista Pedro Simões. “Ogni paese vende agli stranieri ciò che meglio lo rappresenta fuori dai suoi confini. Se l’Italia ha la moda, la cucina e le macchine sportive, in Portogallo abbiamo il fado, il bacalhau e la saudade. Qui al Club un turista è disposto a spendere 80 euro per una cena che riunisca i tre elementi: piatti di baccalà, fado in sottofondo, e i cantanti che si sgolano di saudade. In qualche modo, come gli italiani sono riusciti a imporre l’idea che la vera pizza si mangia esclusivamente da loro, i lisboneti vorrebbero convincere mezza Europa che l’autentica malinconia si prova solo in questa città”.L’ingresso del ristorante “Leão d’ouro”, in Rua 1° de Dezembro
lunedì 30 giugno 2008
IL BUSINESS DELLA SAUDADE
venerdì 27 giugno 2008
ANNUNCIAZIONE! ANNUNCIAZIONE!
Ancora oggi, dal sito http://blog.app-alfama.org/, è possibile iscriversi con 15 euro alla "Maratona fotografica di Alfama". Da mezzogiorno alla mezzanotte di sabato i concorrenti dovranno produrre degli scatti ispirati a temi scelti dall'organizzazione, e ai vincitori andranno premi in denaro e buoni acquisto.
Ecco le foto che nel 2007 si sono classificate al primo posto nelle rispettive sezioni (fonte http://blog.app-alfama.org/):
Categoria "Il potere della pietra" - Sandra Machado
Categoria "Rattoppi del quartiere" - Rita Maria Barracha da Silva
Categoria "Qual è l'odore di Alfama?" - Roberto Franceschini
giovedì 26 giugno 2008
UN POST(O) ALLEGRO
Non è una rua, un beco (vicolo) o una travessa, ma è soltanto “triste-brutta” (feia in portoghese).
Agli stati d’animo sono dedicate molte strade e piazze di Lisbona, ad esempio Rua dos Prazeres (dei piaceri), Praça da Alegria e l’ovvia Rua da Saudade, ma un simile “caso topografico” non l’avevo mai visto. Mi è successo ieri nella zona di Alcântara, e per scoprirne l’origine ho chiesto informazioni al signor João, padrone del ristorante “O Rei da Sardinha”.
“Circa 150 anni fa in questa strada abitava la ragazza più brutta del quartiere, insultata ogni sera dai marinai che rientravano dal porto. Non riuscì mai a sposarsi, e passò la vita seduta sul marciapiede, sempre triste. A lei è intitolata la via, che non è definita come 'rua' perché altrimenti gli aggettivi 'triste-brutta' sembrerebbero riferiti al posto”.
mercoledì 25 giugno 2008
SFIDA ALL’ULTIMO GUSCIO
È tutto pronto al ristorante “Casa da India”, dove sabato prossimo si terrà l’undicesima edizione del concorso nazionale Encara os caracóis, ossia “affronta le lumache”. Fra i tavoli della storica tasca di Rua do Loreto i 40 partecipanti si sfideranno a mangiare un piatto di 250 grammi di lumache bollite nel minor tempo possibile. L’anziano gestore Manel Gonçalves, ideatore dell’iniziativa, spera nella presenza del campione in carica, l’alentejano Horácio Marmeleira (che l’anno scorso vinse segnando il record di 8 minuti e 27 secondi), al momento dato in dubbio a causa di un herpes.
Al primo classificato andrà un aspirapolvere.(Nella foto i 250 grammi di caracóis cozidos che mi sono mangiato ieri sera in 36 minuti, pesati in persona dal signor Gonçalves, che in un paio di occasioni ha aggirato il bancone per venirmi a raddrizzare le spalle).
martedì 24 giugno 2008
venerdì 20 giugno 2008
“IL CALCIO È UN GIOCO CHE SI GIOCA 11 CONTRO 11 E ALLA FINE VINCONO I TEDESCHI”
(RUBRICA CHE TENTA DI NON RIDERE PER L'ELIMINAZIONE DEL PORTOGALLO DAGLI EUROPEI, MA PROPRIO NON CE LA FA)Magari visti dall’Italia i tifosi portoghesi sembrano dei simpatici mattacchioni, ma vi assicuro che in realtà sono dei fanatici stracciamaroni, e si meritano questa citazione di Gary Lineker, mitico centravanti inglese degli anni ottanta.
Data poi la mediocrità del loro portiere Ricardo è il caso di ricordare anche una frase del brano Quelli che… di Enzo Jannacci: “Quelli che, sì va bene la trappola del fuorigioco, sì va bene l'ala tornante, ma se in porta c’hai un pirla..."
mercoledì 18 giugno 2008
APPUNTAMENTO SOPRA IL CEDRO
Con 149 anni di età questo cedro, situato in Praça do Príncipe Real, è diventato il nuovo luogo di incontro delle nottate lisbonete. Il fatto curioso è che non sotto, bensì sopra i suoi rami, che coprono un’area circolare con 20 metri di diametro circa, si ritrovano quasi ogni sera giovani coppie di limonatori e aristofrick, che poi rimangono fino all’alba. C’è posto per almeno dieci persone.
